Vanni Carpenedo, attraverso le maschere di Pantalone, Brighella, Zanni e del suo impareggiabile Arlecchino, accompagnerà gli spettatori in un viaggio nel cibo tra storia, tradizione, teatro e soprattutto una città: Venezia.
A partire da La fame dello Zanni, tratto da testi anonimi in pavano del 500, si approda alle innumerevoli scorrerie culinarie di Carlo Goldoni. Scene tratte da Il tutore, La buona moglie, Il servitore di due padroni raccontano le mense dei ricchi e la fame dei poveri; le intramontabili maschere della Commedia dell’Arte ci fanno ridere della loro miseria: il cibo costituisce l’unico pensiero quotidiano, il modo di procurarselo diventa argomento di un’infinità di scene comiche.
Ma le risate sono anche spunto di riflessione, poiché purtroppo ancora oggi non è cessato il drammatico contrasto tra fame e sprechi.
